A survivor is born - Tomb Raider (2013)

Ogni videogiocatore nella sua vita deve aver sentito parlare di Lara Croft, generosa protagonista della serie Tomb Raider. Ricordo che il mio primo approccio con la serie fu molto tempo fa con il primo titolo per pc: troppo piccolo (7-8 anni) per capirci alcunché, lo bollai come difficilissimo e bruttissimo e da lì non mi interessai più al farnchise... fino ad oggi. Questo mese il servizio Games with Gold ha regalato il titolo del 2013, reboot della fortunata serie, e ho ben pensato di attivare l'abbonamento di prova di un mese per poterlo scaricare. Premettendo che non ho mai giocato i vecchi titoli, vediamo insieme in cosa consiste questa nuova e prima avventura di Lara.

Tomb Raider 2013 poster cover




Tomb Raider 2013 Lara Croft legata
La trama su cui si basa il gioco è abbastanza semplice: alla ricerca del regno di Yamatai, terra natia del culto di Himiko, la nave Endurance viene coinvolta in una tempesta e il suo equipaggio naufraga su di un'isola nel Triangolo del Drago. Tra i membri della spedizione spicca la giovane Lara Croft, ragazza sveglia e con un animo avventuroso, ma poco più che una ordinaria adolescente. Sarà proprio questo naufragio e ciò che vivrà sull'isola a trasformarla da ragazzina intelligente a avventuriera esperta. La prima cosa che mi pare naturale sottolineare è la cura con cui il personaggio di Lara è stato sviluppato: inizialmente sotto shock e dominata dalla paura, la nostra protagonista cresce con ritmo scandito dalle esperienze che l'isola le propone fino a diventare sicura e pronta a tutto pur di restare in vita. All'aumentare dell'esperienza accumulata sul campo, saremo in grado di apprendere nuove abilità e sbloccarne interi nuovi rami, il tutto di pari passo con la crescita psicologica del personaggio e con la raccolta di nuove attrezzature e nuove armi. Un po' fastidiosa la ristrettezza mentale che a tratti colpisce Lara, impedendole di visualizzare gli sviluppi di trama che ormai voi avete capito da un pezzo. A parte lei, il resto dell'equipaggio è ridotto ad un gruppo di comparse stereotipate, ma la cosa non pesa sull'esperienza di gioco... la protagonista è una sola.

Passando al gameplay, il gioco si divide in momenti di esplorazione e risoluzione puzzle, combattimenti agguerriti e fughe frenetiche, il tutto ben dosato e con il giusto ritmo. Man mano che recupereremo armi e gadget, riusciremo ad avere accesso a nuove aree e i nemici si faranno sempre più feroci e numerosi, mantenendo il grado di sfida costante e impedendo uno sviluppo eccessivo del personaggio: il gioco è infatti pensato per riuscire ad ottenere, prima o poi, tutti i power up e tutte le abilità esistenti. Ho trovato un tantino scomoda lo "spirito di sopravvivenza" come visuale alternativa: sarebbe stato più comodo permettere l'attivazione e la disattivazione mediante comando (un po' come il bat-radar o i diversi visori in Metroid Prime) anziché lasciare che resti attiva finché restiamo fermi. Ho invece molto apprezzato le scene di violenza, crude e impressionanti ma perfettamente giustificate e adatte al pubblico a cui il titolo è rivolto. Nel portare avanti la storia, incontreremo diverse aree che ci proporranno delle sfide da portare a termine (non particolarmente difficili, ma potenzialmente tediose) e che potrebbero ospitare una delle poche tombe opzionali, non propriamente nascoste, con un enigma da risolvere, sinceramente abbastanza facili, il tutto per dell'esperienza extra.

Tomb Raider 2013 Lara Croft torcia
La difficoltà del gioco è, in effetti, piuttosto bassa e il tempo necessario a completarlo molto poco, inoltre non ci sono reali motivi per riprendere in mano il titolo una volta completato. I combattimenti sono liberamente affrontabili e sono l'unico aspetto regolabile dalle impostazioni (facile, medio, difficile), ma una sovrabbondante presenza di munizioni ci permetterà di risolverli a nostro piacimento e, basandoci sul tipo di ricariche presenti nell'area, il gioco ci suggerirà quale arma sarebbe meglio impiegare. I momenti di esplorazione e platform non impensieriscono troppo e le sezioni di fuga, tra cascate e esplosioni, sono frenetiche e interessanti, ma facilmente superabili con un po' di attenzione e prontezza. Sinceramente, ci sono dei momenti in cui sembra di avere a che fare con un film interattivo più che con un gioco. Nota negativa per il multiplayer online, abbastanza noioso, mentre il multiplayer su singola consolle non è supportato, per evitare doverosi cali grafici, come se riunirsi in un unico posto per una partita tra amici sia una cosa troppo stupida da fare. Considerando che attualmente non ci sono molti giocatori, sono riuscito a fare solo una partita e mezza online, ma mi sono bastate per farmi un'idea di quanto lento e poco divertente sia il multiplayer. Però, diciamolo, questo non è un titolo che comprereste per il gioco online, giusto?

Graficamente parlando, Tomb Raider è estremamente piacevole e non presenta nessun tipo di problema legato al frame rate o a bug vari (parlo per la versione Xbox360), le varie zone sono ben costruite e le inquadrature vi obbligheranno ad ammirarle in tutto il loro splendore mentre vi semplificano la vita indicandovi la strada. Chiariamoci, la telecamera non è sempre fissa, ma lo diventa in determinati frangenti. A migliorare l'esperienza c'è il comparto audio che, con un ottimo doppiaggio e con suoni e rumori ambientali, permette un'immersione totale nell'ambiente di gioco. Davvero buona anche la colonna sonora, appropriata e incalzante.

Tirando le somme, Tomb Raider (2013) è un gioco che mi ha intrattenuto con piacere, semplice e breve ma ben sviluppato, coinvolgente e intenso. Le meccaniche di crescita ci permettono di vivere appieno la graduale metamorfosi della nostra protagonista e la trama, seppur semplice, contribuisce al giudizio positivo. Come primo titolo della saga da me giocato con coscienza, devo dire che mi spingerebbe a giocare gli altri, vecchi e nuovi che siano. Speriamo solo che Lara capisca che la corda di un arco non va mai tesa senza una freccia incoccata.

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